In questo periodo di crisi immobiliare, che dal 2012 fatica la ripresa, le perdite di valore del mercato di riferimento, hanno inciso in modo notevole sulle quotazioni borsistiche del gruppo, che negli ultimi anni ha visto sottoporre le proprie azioni a tre differenti cda (aumento di capitale), che sono serviti essenzialmente, per rientrare dai debiti finanziari.
A parere di diversi analisti del settore, con i primi due cda, il gruppo non sarebbe riuscito a rimarginare le proprie quotazioni. Si diceva quindi che sarebbe occorso un ulteriore cda, con il quale si sarebbe potuto raccogliere il capitale occorrente per chiudere l'esposizione debitoria.
Si sta parlando del cda conclusosi il 24 febbraio 2016, con il quale è stato messo sul mercato un valore massimo di aumento di capitale pari a 66,5 mln/€, mediante la sottoscrizione di azioni al valore di 0,1029 €. Per i dettagli sul piano di aumento di capitale si veda qui.
L'eventuale capitale rimasto inoptato, è stato garantito da alcuni importanti istituti di credito.
Terminato il cada di cui sopra, il titolo, nel breve periodo, ha avuto una notevole riquotazione, con il quale numerosi interlocutori, hanno potuto alleggerire le proprie esposizioni finanziarie.
Ad oggi il titolo ripercorre nuovi mimini storici, mostra un certo grado di fiducia scambiando importanti volumi d'affari, rimane sotto il valore di sottoscrizione delle azioni dell'ulimo cda, affronta le incertezze del proprio mercato di riferimento, ma anche se sta differenziando il buissenes core, la corsia decimale del calibro che tiene sotto controllo le azioni del gruppo, sembra volersi sempre più chiudere, non trovando un minimo dal quale ripartire.
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